domenica, agosto 31, 2003
Eccomi di nuovo qui davanti alla tastiera.
Non mi sono allontanato molto ma torno a scrivere solo ora su questo blog che è un pò il mio confessionale.
L'estate sta finendo come cantavano i Righeira e credo che questa del 2003 la ricorderò per il resto della vita.
Per coloro che si sono preoccupati per il mio gatto citato nell'ultimo post, posso assicurarvi che è vivo e vegeto ed è tornato il figlio di puttana di sempre (un'altra volta magari vi parlerò del mio rapporto di amore/odio con il felino in questione).
Diciamo che se è vera la storia delle sette vite dei gatti una se l'è giocata di sicuro. Poco male, gli rimangono altri sei cannoncini quindi per ora niente game over.
I problemi sono sempre lì in fila con il loro numerino e non sono andati nemmeno in ferie. Uno in particolare, quello che cerca sempre di passare davanti a tutti nella fila, è legato alla malattia di uno degli affetti fondamentali della mia vita. Questa cosa mi graffia l'anima ogni giorno che passa e l'assurda ingiustizia che colpisce le nostre vite ed il senso di impotenza che sento sono le cose peggiori.
Tutto ciò, misto al caldo umido di questa estate romana, mi fa salire un certa rabbia e la voglia spaccare qualcosa. Non so, forse il primo cassetto della cucina che stenta ad aprirsi o la faccia del primo cretino che mi fa un torto per strada. Certo sono cose che si dicono, purtroppo però a volte ti scappa anche di farle.
Per riassumere il mio pensiero ricorrente in questi giorni ci vuole una bella citazione (purtroppo non ricordo l'autore)
"Io non so se Dio esiste ma se non esiste ci fa una figura migliore."
Mi scuso con i credenti.
Anzi no.
giovedì, agosto 07, 2003
Giornata dura ieri.
Le giornate come quella di ieri ti fanno capire quanto sei fragile, quanto la tua felicità e la tua tranquillità siano appese ad un filo.
Già, perché se devi combattere quotidianamente con una vocina bastarda nella tua testa che, con tono distaccato e timbro artificiale (tipo annunci alla stazione), ti elenca tutti i tuoi motivi di preoccupazione, i tuoi piccoli dolori sopiti che battono come ferite perennemente aperte, beh allora anche il tuo gatto che sta male può diventare un piccolo dramma.
Tu fatichi tutti i giorni a mantenere il controllo sulla tua ansia, a fare il tuo lavoro, a guidare nel traffico e ad affrontare ogni cosa cercando di vederla per quello che è a prescindere dagli altri problemi che stanno in lista di attesa, con quell'inconscio ottimismo di fondo che ci aiuta tutti ad andare avanti.
Mi piace immaginare i problemi come una fila di persone davanti al banco degli alimentari al supermercato, ognuno con il suo numerino in attesa della propria soluzione.
Ce ne sono di tutti i tipi: grossi, banali, indecifrabili (sono i peggiori) ed alcuni veramente piccini ed apparentemente insignificanti.
Ah, dimenticavo, ovviamente dietro al banco ci sei tu.
Poi ad un certo punto il distributore dei numeri d'attesa esaurisce i coupon e i tuoi problemi reclamano il loro turno.
E lo fanno tutti insieme.
A loro non interessa più l'ordine di arrivo, la precedenza, la priorità e a quel punto diventa difficile trattare con loro.
- Scusate, chi è il primo?
- Mi spiace, lo so che il problema che viene dopo di lei non ha il numeretto ma debbo dargli la precedenza.
- Come dice? Chi se ne frega?
- Lo so, ha ragione anche lei, è già un bel pò che aspetta una soluzione.
- Guardi, abbia pazienza mi faccia sbrigare prima il signore e poi sono da lei.
- Come dice? Quanto ci vorrà?
- ...
- Beh... vorrei saperlo anch'io.
martedì, agosto 05, 2003
[ Trasparenze ]
Il verde dei suoi occhi parla di salsedine e di mare e di vento che colpisce il viso. Lei guarda lontano, immersa nei suoi pensieri, come se io non fossi qui.
Riesco a vedere il sole attraversare quei suoi occhi calmi e trasparenti come la sua anima, quegli occhi che ormai non hanno più un colore ma sono pura luce.
Non c'è nulla che io possa o debba dire.
Rimango lì ad osservare quella trasparenza dolcissima trattenendo un poco il fiato per paura che svanisca.

