mercoledì, agosto 18, 2004
[Cima 11]
Bianco.
Nient'altro che bianco tutto intorno e lingue di roccia che affiorano dai canaloni martoriati dalle cannonate.
Sparano anche di notte ormai.
Sparano alla cieca e i proiettili da 150mm non gli mancano di certo.
Ho cominciato a fumare madre, devo confessarvelo, qui lo fanno tutti.
Aiuta a scaldarsi, aiuta a non pensare e a sentirsi più uomini.
E soprattutto per un pò non si pensa a quel verso, quel lamento demoniaco che Lui emette ogni volta.
UON UON UON UON UON...
Non lo senti sempre, questo no, solamente se viene dalla tua parte.
Solo quando viene per te.
Come un presagio, una condanna, l'urlo dell'inferno che viene a prenderti.
UON UON UON UON UON...
E allora le mani ti tremano talmente forte che il tabacco ti cade dalla paglia che hai messo insieme alla bene e meglio.
Qualcuno piange, qualcun altro posa persino il fucile e comincia a pregare.
Perché non si può che aspettare, chiudere gli occhi e aspettare.
Le prime volte pensavo che avrei sentito un boato come di mille petardi insieme, un milione di petardi.
Invece non si sente niente madre.
Quando l'inferno ti passa vicino l'esplosione è solo una frazione di secondo, il resto è pietra nel cielo, è aria che ti colpisce il petto e ti strappa l'elmetto.
E poi le tue orecchie non sentono più nulla ed è solo silenzio.
Silenzio e bianco.
UON UON UON UON UON...
Nessun altro emette quel verso, soltanto Lui.
Da quando gli austriaci l'hanno portato in cima alla Croda Rossa non dormo più.
Nessuno di noi dorme più madre.
Bortolin dice che è colpa di un difetto della rigatura della canna, a forza di vomitare morte sulle nostre teste gli si deve essere rovinata.
Così adesso Lui lascia la sua firma sulla corona di rame dei proiettili e quella firma urla mentre il proiettile ruota sul suo asse.
Urla che sta venendo a prenderci.
UON UON UON UON UON...
Cosa ci faccio qui madre mia? Non è posto per morire questo, non in mezzo a tutto questo bianco.
E nessuno parla di noi sapete?
Si parla degli Alpini, del Reparto Scalatori del Lunelli e di come abbiano portato fin quassù i pezzi da 149mm.
Ma nessuno parla della fanteria semplice, nessuno parla di noi che queste montagne non sapevano nemmeno che esistessero.
Nessuno parla dei cecchini dall'altra parte con i Mauser col collimatore.
Un giorno ne abbiamo trovato uno morto dentro una trincea giù verso il Passo della Sentinella.
Aveva un cordone dorato sulla giubba, uno strano simbolo sulla manica e la barba curata.
Dicono che gli austriaci li trattino come dei privilegiati: non dormono con gli altri soldati e forse nemmeno mangiano con loro.
Devono essere sempre freschi e concentrati, sempre efficienti.
UON UON UON UON UON...
Com'è lontana Roma madre.
Com'è lontana la primavera sul lungotevere.
E il profumo dei caffé di Piazza Navona e le carrozze che corrono sui sanpietrini.
Quando tornerò mi troverò una moglie bella e gentile e sarete fiera di me.
Perché tornerò, ve lo prometto.
E al mio ritorno laverò via questo sangue, quello che ho addosso e quello che ci coprirà tutti quanti.
Perché il tenente non lo dice e se ci sente parlarne si infuria e bestemmia in friulano.
Ma se tutto questo finirà, l'epilogo lo scriverà la baionetta.
Vi bacio.
UON UON UON UON UON...
... a Lamberto, classe 1897
venerdì, agosto 13, 2004
[La vita è bella perché è varia]
Ho fatto campeggio libero in riva ad un lago e dormito sul ponte di una nave.
Ho cenato sulla terrazza dell'Hilton Cavalieri di Roma.
Ho fissato senza parole "Les raboteurs de parquet" al Musée D'Orsay di Parigi.
Ho usato pala, piccone e martello pneumatico.
Ho mangiato porchetta ad Ariccia e granchi bolliti al Fisherman's Wharf di San Francisco.
Ho contato i riquadri del linoleum di un corridoio d'ospedale e quante gocce cadono da una flebo nell'arco di un'ora.
Ho fatto parapendio.
Ho impastato cemento e costruito un muro di spinta.
Ho fatto 12 ore di aereo con i componenti della missione Antartica.
Ho chiacchierato amichevolmente con uno spacciatore pluripregiudicato.
Ho preso una laurea in ingegneria.
Ho una foto insieme a Bruno Conti ed altri giocatori della nazionale dell'82.
Ho pianto guardando "Mi chiamo Sam".
Ho mangiato una pizza fredda e bevuto una birra calda con un amico che erano meglio di una cena da "Chez Maxim".
Ho sparato con una Beretta calibro 9.
Ho fratturato l'epifisi radiale del mio polso destro in un incidente di moto.
Ho ricevuto un calcio nelle palle.
Ho dato un calcio nelle palle.
Ho ascoltato Bono Vox cantare "Redemption Song" con una chitarra acustica bianco latte allo stadio Flaminio.
Ho creduto a Babbo Natale.
Ho camminato nel tunnel dell'acceleratore di particelle del CERN.
Ho bestemmiato nella cupola di S. Pietro (e pensare che non lo faccio mai).
Ho corso su una macchinina a pedali nei giardini della Tour Eiffel sentendomi il bambino più felice del mondo.
Ho visto per la prima volta Alien e mi sono innamorato di Sigourney Weaver vedendola uscire in slip dalla tuta spaziale.
Ho ripetuto gli stessi errori credendo che ogni volta fosse l'ultima.

